Fagradalsfjall: in Islanda la natura da spettacolo

Reykjanes (Islanda)

Se sei un appassionato dei Paesi del Nord, probabilmente saprai che l’Islanda è una terra antica, per certi versi addirittura primordiale.

La suggestione che ti regala il suo territorio ha lo stesso effetto di una scarica elettrica che ti riporta in vita dopo un torpore durato troppo a lungo.

La terra del ghiaccio e del fuoco

Le sue contraddizioni, i suoi contrasti, il ghiaccio che si scontra con il fuoco, un’esistenza vissuta in funzione dei quattro elementi… Tutto questo spesso rappresenta quanto di più lontano possa esistere dalle vite di molti di noi.

A volte potresti quasi avere la sensazione che ci sia della teatralità dietro a queste immagini che si rincorrono nella tua mente. Invece si tratta della pura e semplice realtà, che nell’isola è tornata a farsi sentire potente e spettacolare alla fine dello scorso marzo.

Un sonno durato più di 800 anni

Dalla sera del 19 marzo 2021 infatti, in Islanda esiste una zona vulcanica in più. Da molti mesi si rincorrevano le voci di una nuova ed imminente eruzione, in un territorio dormiente da oltre 8 secoli.

Scosse di terremoto, circa 53.000: a volte più forti, a volte più deboli, sono state il preludio di quello che ormai tutti aspettavano. Ma se era facile scommettere che quel movimento tellurico si sarebbe “risolto” con un’eruzione, non era facile capire con esattezza dove e immaginare di veder nascere delle nuove fessure eruttive. Nel 2021. A meno di un’ora di distanza dalla capitale Reykjavik.

Sicilia o Islanda?

Non si tratta infatti di un nuovo vulcano, come siamo abituati ad immaginarlo. Potrebbe certamente diventarlo con il passare degli anni. Al momento però si tratta di fessure nel terreno dalle quali esce la lava incandescente, a volte con fenomeni di tipo esplosivo che hanno raggiunto anche i 500 metri di altezza… uno spettacolo assicurato!

Di norma però questo tipo di fenomeni esplosivi, tipici per esempio del nostro amato Etna, sono eccezionali e la motivazione sta proprio nel tipo di vulcanismo differente. Le eruzioni dell’Etna sono date dallo scontro fra la placca africana e quella europea, mentre in Islanda l’eruzione è scatenata dall’allontanamento della placca nordamericana da quella eurasiatica. Si parla quindi di eruzione effusiva linare, che si può quindi visitare in tutta sicurezza.

Un popolo ricco di fantasia

In media ogni otto/dieci anni gli islandesi devono trovare dei nuovi nomi ai vulcani o ai campi di lava che si formano nel loro Paese e questo li rende un popolo particolarmente fantasioso e crativo!

In questo caso hanno chiamato Bob il primo cono mentre le fessure a seguire sono Flo, Sif, Ulg, Rag, e Hel… ovviamente hanno molti altri nomi in lista, per “battezzare” tutte quelle che verranno in futuro, dato che i geologi ipotizzano che questa attività possa proseguire a lungo.

Noi, nel frattempo, incrociamo le dita nella speranza di poter vedere questo spettacolo dal vivo durante il nostro viaggio in Islanda nel mese di ottobre! Non vediamo l’ora di immergerci in quell’atmosfera surreale che solamente pochi privilegiati hanno la fortuna di vedere “da dentro”: sentire il rumore come di una pentola che bolle e pensare che quello è il cuore vivo e pulsante della Terra, che faticosamente si sta facendo strada verso la superficie. Lasciarci avvolgere da quel “profumo di capodanno”, così lo ha definito un bambino islandese qualche tempo fa, quell’odore acre e pungente di cenere e fumo che ti entra nell’anima e non se ne va più… Non aspettiamo altro!

Se anche tu provi un’attrazione fortissima verso questa terra e non vedi l’ora di scoprirla, contattaci per fare quattro chiacchiere. Magari da questa chiacchierata nascerà il viaggio che sogni da una vita!

Vuoi trascorre qualche giorno in Islanda?

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