Ci sono incontri, durante un viaggio nel Nord Europa, capaci di strappare un sorriso anche al viaggiatore più esperto e disincantato. Uno di questi è senza dubbio l’incontro ravvicinato con i puffins (il cui nome scientifico è Fratercula arctica). Con i loro becchi intensamente colorati e quell’andatura apparentemente goffa sulla terraferma, questi uccelli marini sembrano usciti direttamente dalle illustrazioni di un libro di fiabe nordiche. Ma non lasciarti ingannare dalle apparenze: la loro vita, trascorsa per la maggior parte del tempo tra le onde implacabili in mare aperto e le vertiginose pareti di roccia a strapiombo sull’oceano, è un’incredibile e dura storia di resistenza, forza e perfetto adattamento alla natura estrema.
Noi di Scoprire il Mondo amiamo portarvi nei luoghi dove la natura si esprime al massimo della sua potenza e autenticità, invitandovi a viaggiare a passo lento per cogliere ogni sfumatura. Se il tuo sogno nel cassetto è organizzare un viaggio per vedere i puffins nel loro habitat naturale, osservandoli mentre si tuffano o tornano ai nidi, sei nel posto giusto. In questa guida esploreremo insieme nel dettaglio dove vivono i puffins, scopriremo il periodo migliore per poterli ammirare senza disturbarli, e ti sveleremo i segreti delle più grandi e spettacolari colonie sparse tra Islanda e Isole Faroe.
Preparati a un viaggio affascinante, che unisce la meraviglia della scoperta al rispetto per l’ambiente: scoprirai che l’osservazione di questi animali non è solo un’attività fotografica, ma una vera e propria immersione nell’anima selvaggia dell’oceano atlantico settentrionale. Ecco cosa vedere e quando vedere i puffin per vivere un’esperienza umana e naturalistica davvero indimenticabile.
Chi sono i Puffins: i piccoli grandi atleti dell’oceano
Il puffin (conosciuto anche come “lundi” in lingua faroese, specificatamente per la sottospecie Fratercula arctica grabae) è un volatile estremamente robusto, il cui corpo è stato plasmato da millenni di evoluzione per adattarsi in modo impeccabile sia alla rigorosa vita in mare sia alle complesse nidificazioni lungo la costa.
A livello dimensionale, si tratta di creature piuttosto minute ma compatte: misurano solitamente tra i 26 e i 30 centimetri di lunghezza, con un’apertura alare che può variare dai 47 ai 63 centimetri. Il loro peso si aggira intorno ai 400 grammi, una stazza perfetta per resistere ai venti oceanici senza perdere agilità in acqua.
Le loro caratteristiche fisiche sono iconiche e inconfondibili: presentano un folto piumaggio completamente nero sulla parte dorsale e bianco candido su quella ventrale. La faccia è chiara, quasi a formare una maschera, e gli occhi sono delineati da un contorno arancione brillante. Ma la vera particolarità che li rende famosi in tutto il mondo è il becco: di forma marcatamente triangolare, durante la stagione riproduttiva si trasforma in una tavolozza vivace, tingendosi di colori accesi come l’arancione, il giallo e il blu-grigio.
Hanno un collo molto spesso, ali corte, una coda tozza e simpatiche zampe palmate anch’esse di un vivace color arancione. Se riescono a sfuggire alle intemperie e ai predatori, questi animali vantano una longevità sorprendente: possono vivere dai 40 fino ai 60 anni.
Vederli nuotare è uno spettacolo che lascia a bocca aperta: sott’acqua sono dei veri e propri “pesci volanti”. Usano le loro ali corte e muscolose esattamente come fossero delle pinne, compiendo impressionanti immersioni che possono arrivare fino a 60-180 metri di profondità per catturare le prede, restando in apnea dai 20 ai 60 secondi. In volo, invece, il loro aspetto appare quasi goffo e frenetico: per riuscire a mantenere in aria il loro corpo tozzo con ali così corte, hanno bisogno di muoverle con una frequenza altissima. Raggiungono la sbalorditiva cifra di 400 battiti al minuto, sfrecciando come piccoli proiettili a pelo d’acqua.
Dove vivono i Puffins: dalla vita oceanica alle alte scogliere
Il ciclo di vita di questa straordinaria specie di uccelli è diviso in due fasi stagionali ed esistenziali ben distinte. Per buona parte dell’anno, durante il gelido inverno nordico, questi animali vivono in totale solitaria cullati dalle onde, disperdendosi ampiamente nell’Oceano Atlantico per superare i mesi più freddi. In questa fase iniziano a migrare, spingendosi in alcuni casi persino nelle acque del Mar Mediterraneo occidentale.
Tuttavia, quando l’inverno lascia finalmente spazio alle giornate più lunghe della primavera, l’istinto ancestrale richiama questi uccelli verso la terraferma. Da aprile fino all’estate inoltrata, abbandonano il mare aperto per cercare un luogo sicuro in cui riprodursi. Una grande parte dei puffins nidifica in enormi colonie estive, scegliendo con estrema cura coste rocciose ed erte scogliere inaccessibili ai predatori terrestri. Le aree principali in cui si concentrano si trovano nelle gelide acque dell’Oceano Atlantico settentrionale.
Le roccaforti assolute per l’osservazione sono senza dubbio l’Islanda e le Isole Faroe, ma la loro presenza è forte anche altrove. Importanti colonie si estendono infatti in Norvegia, in Irlanda, in Scozia (in particolare in luoghi di rara bellezza come le isole Shetland, le Orcadi, le Treshnish Isles e Mull) e persino in alcune aree occidentali dell’Inghilterra, tra cui le aspre coste della Cornovaglia e le falesie del Galles.
Rischio di estinzione e le sfide del clima
Prima di svelarti i luoghi esatti e i sentieri migliori in cui recarti, noi di Scoprire il Mondo sentiamo il dovere di fare una precisazione fondamentale sul loro stato di conservazione. Questa meravigliosa specie di puffins è purtroppo considerata a rischio di estinzione, minacciata sempre più gravemente dall’impatto inesorabile del cambiamento climatico globale. Le variazioni delle correnti marine e l’innalzamento delle temperature oceaniche stanno influenzando drasticamente la disponibilità dei piccoli pesci di cui si nutrono, rendendo il futuro di intere colonie molto incerto. Ammirarli oggi significa anche prendere consapevolezza della fragilità del loro ecosistema e viaggiare con il massimo rispetto possibile.
Dove vedere i puffins in Islanda
Se c’è un luogo sulla terra che è diventato sinonimo di questi meravigliosi animali, quello è sicuramente l’Islanda. Durante i mesi estivi, quest’isola scolpita dal ghiaccio e dal fuoco accoglie milioni di esemplari, diventando senza alcuna ombra di dubbio uno dei luoghi migliori al mondo per vedere i puffins nella loro massima espressione vitale.
Un viaggio in Islanda organizzato attentamente durante la stagione riproduttiva ti garantirà avvistamenti spettacolari e densi di emozione. Questa specie nidifica in Islanda in luoghi che spesso sono facilmente accessibili e circondati da una straordinaria bellezza paesaggistica. Una delle mete più amate (dove sono molto comuni a partire dal mese di aprile) è Borgarfjörður Eystri, situata nell’est dell’isola. Questo avamposto remoto è un luogo davvero ideale per osservare i puffin in totale sicurezza, grazie a passerelle ben strutturate che proteggono sia i visitatori che i nidi degli animali.
Ma lo spettacolo non si limita solo in Islanda orientale. Numerose e vivaci colonie sono presenti lungo l’intero perimetro costiero e sulle spettacolari isole minori, prima fra tutte la suggestiva Heimaey nell’arcipelago vulcanico delle Vestmannaeyjar. In questi habitat estremi, gli uccelli marini si sono adattati perfettamente alle acque molto fredde. A causa di queste temperature, la loro dieta in Islanda si basa fortemente sulla presenza dei capelin, oltre che su aringhe immature e giovani eippoglossidi.
Purtroppo, il costante riscaldamento delle acque sta spingendo i banchi di capelin sempre più a nord in cerca di freddo, riducendo drasticamente le scorte di cibo intorno all’Islanda e causando, in alcune drammatiche annate, pesanti fallimenti riproduttivi (i genitori non riescono a trovare cibo a sufficienza per i pulli).
Isole Faroe e “Puffin Island”
Le magiche e nebbiose Isole Faroe meritano un capitolo a parte in questo viaggio. Qui, la popolazione di puffin è storicamente molto numerosa e, fortunatamente, ancora piuttosto stabile. Se ti stai chiedendo specificamente dove vedere i puffin in questo arcipelago sperduto nell’Atlantico, la risposta porta un nome che evoca avventura: Mykines.
Quest’isola, conosciuta non a caso dai viaggiatori di tutto il mondo come “Puffin Island”, ospita in assoluto la più grande colonia dell’intero arcipelago. Parliamo di centinaia di migliaia di esemplari che si radunano sull’isola trasformandola in un vero e proprio santuario naturale. Per raggiungere questo paradiso, si deve intraprendere un suggestivo viaggio in barca partendo dall’isola di Vágar. Una volta sbarcati in questo luogo fuori dal tempo, un meraviglioso sentiero escursionistico che conduce verso l’antico faro permette osservazioni ravvicinate che ti lasceranno senza respiro. È un’escursione profondamente emozionante che ti porterà a camminare tra scogliere erbose sul versante occidentale dell’isola, proprio dove i puffin scavano pazientemente le loro caratteristiche tane nel terreno soffice.

Nelle Isole Faroe, la dieta di questi uccelli presenta delle differenze rispetto all’Islanda: grazie ai mari leggermente più temperati, qui privilegiano la caccia a sprotte (Clupea sprattus), giovani aringhe, naselli e lancette (o cicerelli), ponendo una grande enfasi sulla pesca dei pesci lanfrancisconi per nutrire i propri piccoli. Questa relativa stabilità alimentare, non ancora intaccata duramente dal riscaldamento come a latitudini superiori, fa sì che le colonie faroesi non subiscano i drastici cali registrati altrove, garantendo un grande successo riproduttivo anno dopo anno e rendendo queste isole uno dei posti migliori dove vedere i puffin attivi, sani e ben nutriti.
Altre affascinanti località nelle Isole Faroe
Oltre alla celebre Mykines, è assolutamente possibile avvistare i puffin in diverse altre isole del variegato arcipelago faroese. Sebbene si tratti di colonie spesso meno numerose e situate in aree dove è più difficile avvistarli a distanze molto ravvicinate, il contesto paesaggistico ripaga ampiamente la fatica.
- Vestmanna: queste imponenti e scure scogliere ospitano la più grande colonia dell’arcipelago per estensione (seconda solo a Mykines e poche altre aree per numero di individui). È il luogo perfetto e privilegiato per chi ama le escursioni in barca, guardando gli uccelli sfrecciare sulle proprie teste;
- Gjógv (Eysturoy): in questo pittoresco villaggio, i puffin sono visibili scrutando dalla montagna che sovrasta il centro abitato o camminando durante le escursioni sui crinali. Non li vedrai vicinissimi, ma il contesto naturale e il silenzio rotto solo dal vento rendono l’osservazione impareggiabile;
- Hestur: affidandosi a gite in barca guidate (come quelle organizzate con Rib62), si naviga lentamente attorno ai contorni aspri dell’isola, godendo di ottimi avvistamenti dal basso, guardando verso il mare e le vertiginose pareti di roccia dove gli uccelli riposano;
- Nólsoy e le isole del Nord: sull’isola di Nólsoy, esplorando il selvaggio versante est vicino a Hásteinsgjógv, è possibile avvistare i puffin solo dopo un impegnativo trekking di 4-5 ore partendo dal porto. Anche spingendosi a nord, su Skúvoy, Viðoy e sulle maestose scogliere di Gásadalur, vengono regolarmente segnalati piccoli gruppi e colonie nidificanti.
Quando vedere i puffins: il periodo migliore
Se stai programmando con cura un viaggio per ammirare i puffins, devi sapere che la tempistica è letteralmente tutto. Il periodo migliore in assoluto coincide in modo millimetrico con la loro stagione riproduttiva.
Questi instancabili viaggiatori iniziano ad arrivare in massa sulle coste intorno a metà aprile. Il processo di nidificare è un lavoro estremamente impegnativo e faticoso: usando sapientemente il loro robusto becco e le zampe palmate, scavano profonde tane nel terreno erboso, scegliendo spesso posizioni a strapiombo, proprio in cima a una scoscesa scogliera. Sono uccelli noti per la loro estrema fedeltà: ritornano non solo allo stesso identico partner dell’anno precedente, ma persino allo stesso nido terreno. Una volta sistemato il nido e difeso il territorio con display di dominanza (che consistono nello spalancare il becco per intimidire i rivali), la femmina andrà a deporre un solo uovo, che la coppia coverà con dedizione.
Se ti chiedi quando vedere i puffins al culmine assoluto della loro attività e vitalità, segnati sul calendario i mesi top: maggio, giugno e luglio, per poi arrivare fino agli ultimi giorni di agosto, quando i piccoli sono pronti a prendere il mare. In questi mesi centrali, l’attività della colonia è frenetica e incessante. Durante la giornata, gli adulti si immergono continuamente per pescare piccoli pesci e nutriente zooplancton. Sono capaci di trasportare fino a 10-20 pesciolini alla volta, incastrati abilmente nel loro ingegnoso becco uncinato, per portarli ai pulli affamati nascosti al sicuro nelle tane.
Qual è il momento esatto della giornata in cui pianificare la visita? Il consiglio unanime degli esperti e delle guide locali è di programmare l’escursione per l’osservazione dei puffin verso sera, poco prima che il sole cali all’orizzonte (che a queste latitudini estive avviene molto tardi). È proprio in questo momento della giornata, accompagnati da una luce morbida, calda e altamente suggestiva, che gli adulti rientrano massicciamente dalle battute di pesca in mare aperto per nutrire i piccoli, creando un viavai frenetico e affascinante sulle scogliere erbose.
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L’arte di fotografarli: tecnica e rispetto per l’ambiente
Portare a casa una fotografia perfetta di questi iconici uccelli marini è il sogno nel cassetto di molti viaggiatori e fotografi. Tuttavia, noi di Scoprire il Mondo ricordiamo sempre che l’etica naturalistica deve rigorosamente venire prima di qualsiasi scatto.
Mantenere una distanza di sicurezza adeguata (che non dovrebbe mai essere inferiore ad almeno 10-20 metri) e usare rigorosamente e unicamente i sentieri tracciati e segnati è assolutamente fondamentale. Uscire dal sentiero significa rischiare di calpestare accidentalmente le fragili tane sotterranee, causando la morte dei pulli o la distruzione delle uova. In luoghi estremamente delicati e frequentati come Mykines, è spesso obbligatoria la presenza di una guida autorizzata e il pagamento di una specifica tassa ecologica (fee), un’escursione che ti consigliamo di prenotare con largo anticipo per risparmiare e assicurarti il posto. Questo sistema serve a contingentare gli accessi, finanziare la conservazione e tutelare le colonie dall’eccessivo turismo.
Per fotografare i loro magnifici becchi colorati e le loro espressioni buffe senza recare alcun disturbo, ti servirà un’attrezzatura adeguata. Lascia perdere gli smartphone o i grandangoli: ti servirà un teleobiettivo potente. Ecco alcuni dettagli e consigli tecnici per non sbagliare:
- Obiettivi: utilizza teleobiettivi importanti, come un 200-400mm oppure un luminoso 40-150mm f/2.8. Questo ti permetterà di isolare perfettamente il soggetto mantenendo una rispettosa lontananza;
- Impostazioni di scatto: lavora in modalità manuale per avere il controllo totale sull’esposizione. Poiché questi animali si muovono a velocità pazzesche (ricordi i 400 battiti al minuto?), per “congelare” le loro ali in volo ti servirà una velocità dell’otturatore di almeno 1/1000s, se non superiore. Per i ritratti statici sull’erba, apri il diaframma tra f/4 e f/8 per ottenere una buona profondità di campo: il soggetto sarà nitidissimo e lo sfondo piacevolmente sfuocato;
- Messa a fuoco: imposta l’Autofocus in modalità continua (AI Servo o simili), posizionando il punto singolo di messa a fuoco con precisione sugli occhi o sulla testa dell’animale. Se la tua moderna fotocamera mirrorless lo prevede, la modalità di tracciamento “Bird AI” è un alleato perfetto per seguire i loro movimenti rapidi e imprevedibili;
- Gestione della luce e composizione: non aver paura di alzare i valori ISO se la luce scarseggia (specialmente durante i rientri serali prima del tramonto). Le fotocamere moderne gestiscono bene il rumore, e lo stabilizzatore interno (IBIS) ti aiuterà contro il fastidioso micromosso. A livello compositivo, applica sempre la classica regola dei terzi: posiziona il soggetto decentrato e lascia spazio vuoto (la cosiddetta “aria”) in direzione del suo sguardo. Infine, l’uso di un treppiede è fortemente raccomandato per reggere la pesantezza dei teleobiettivi durante le lunghe appostazioni.
L’amore tra i puffin: fedeltà, corteo nuziale e la cura dei piccoli
Sebbene per gran parte del gelido inverno vivono in solitaria nell’oceano, questi tenaci dominatori del mare sono uccelli molto romantici e legati alla famiglia. I puffin, infatti, sono animali rigorosamente monogami che mostrano una commovente fedeltà non solo al sito di nidificazione, ma soprattutto al proprio partner. Quando si accoppiano, lo fanno letteralmente per la vita.
Durante il periodo di riproduzione (che, ad esempio, inizia da metà aprile nelle Isole Faroe), i puffins durante le fasi di corteggiamento regalano uno spettacolo unico. Posizionati spesso in cima a scogliere alte per difendere la loro preziosa tana, si possono vedere mentre eseguono affascinanti display territoriali: tengono il becco aperto e fanno buffe e rapide inclinazioni della testa. Per poterli osservare nel momento più dolce, bisogna cercare la cosiddetta “fatturazione”, ovvero un tenero sfregamento dei loro inconfondibili becchi colorati che consolida il legame di coppia.

Dalla cova all’involo notturno
La cura della prole è un vero e proprio lavoro di squadra, portato avanti con dedizione assoluta. La femmina depone un unico uovo all’interno di una tana scavata con cura nel terreno erboso, una vera e propria galleria sotterranea che può raggiungere l’incredibile lunghezza di 2 metri!
Entrambi i genitori si alternano amorevolmente per covare l’uovo per un periodo che va dai 38 ai 43 giorni. Dopo la schiusa, continuano a fare i turni per nutrire il piccolo (pullus) con piccoli pesciolini freschi per altri 40-50 giorni. Se durante il giorno l’attività dei genitori è frenetica tra la pesca e la difesa del territorio, il momento in cui i giovani lasciano il nido è avvolto nel mistero e nel buio. Infatti, per evitare i predatori e prima di vederli volare liberi sulle onde, l’involo definitivo dei piccoli avviene esclusivamente durante la notte, quando l’oscurità li protegge verso il loro primo incontro con l’oceano.
Un incontro indimenticabile e prezioso
Vedere i puffins nel loro ambiente naturale, aggrappati tenacemente a una scogliera erbosa sferzata costantemente dal vento umido e freddo dell’Atlantico, è un’esperienza totalizzante che tocca le corde dell’emozione più pura. Che tu decida di esplorare le vaste e accessibili colonie in Islanda o di avventurarti nella magia remota e selvaggia delle Isole Faroe, ricorda sempre che stai entrando in punta di piedi nella loro unica e fragile casa.
Il loro aspetto inconfondibile e colorato, la commovente fedeltà che li lega al compagno per tutta la vita, la fatica evidente con cui difendono il loro piccolo territorio a becco aperto e le incredibili, profonde immersioni nell’oceano oscuro in cerca di cibo per i propri piccoli, li rendono creature straordinarie, resilienti e infinitamente preziose. Sono un capolavoro di adattamento che merita di essere ammirato con rispetto e protetto per le generazioni future.
E quando, avvolto nel tuo abbigliamento impermeabile al calar della sera nordica, avrai la fortuna di osservare i puffins rientrare in volo dal mare con il becco stracolmo di argentei pesciolini scintillanti, saprai con certezza assoluta che il tuo viaggio ai confini dell’Europa ha raggiunto il suo momento più alto e perfetto. Preparati a vivere questa meraviglia: noi di Scoprire il Mondo siamo pronti ad accompagnarti.