Il Jordan Trail in Giordania: tra roccia e deserto

Se sei un appassionato camminatore come noi ed ami i tour esperienziali, la parola Jordan Trail potrebbe non risultare nuova alle tue orecchie dato che questo percorso è spesso menzionato tra le imperdibili cose da fare e vedere in Giordania. Se invece non lo conosci ancora, questa piccola guida al Jordan Trail ti aprirà probabilmente nuovi orizzonti.

Ti stai chiedendo di cosa si tratta? E’ uno scenografico itinerario per un trekking in Giordania che attraversa deserti, di roccia e di sabbia, lungo oltre 650 chilometri e suddiviso in 8 incantevoli tappe, da scoprire passo dopo passo. Puoi trovare maggiori informazioni sull’itinerario e le mappe qui. Ecco qualche dato più tecnico, così se ancora non conosci questa destinazione, puoi farti un’idea di quello di cui parliamo:

Estensione: oltre 650km

Giorni di percorrenza: 35-40

Città/villaggi attraversati: 52

Dislivello totale: 25.000m

Partendo da nord si attraversa la Giordania in tutta la sua lunghezza, tra imponenti montagne di roccia e malinconici deserti sabbiosi, che si modellano e rinnovano continuamente al solo cambiare del vento. Per noi rappresenta un’esperienza unica per entrare in contatto profondo con la natura, la storia e la cultura di un Paese dalle tradizioni millenarie.

Nonostante goda di un ottimo clima durante tutto l’anno, il periodo migliore per andare in Giordania, per poter fare trekking è quello tra i mesi di marzo e aprile oppure verso novembre, quando le temperature sono miti e le precipitazioni praticamente assenti.

Percorso del Jordan Trail: visitare la Giordania camminando tra presente e passato

Come spesso accade per le cose estremamente belle, sono anche difficili da raggiungere e questo dona loro un valore ancora più profondo.

Questa dinamica vale anche per il Jordan Trail, un modo per attraversare la Giordania a piedi tanto affascinante quanto impegnativo, impressionante per la diversità di paesaggi che attraversa.

La parte iniziale, a nord, è infatti ricca di verde con numerosi villaggi che si sviluppano intorno all’area boscosa di Ajiloun. Più si scende, seguendo la Great Rift Valley più il paesaggio cambia: la verde vegetazione lascia spazio ad atmosfere più malinconiche di aridi paesaggi, profondi canyon e desertici altipiani.

Le otto tappe di cui ti ho parlato poco fa, e che approfondirò tra poche righe, corrispondono ad otto regioni completamente diverse tra loro per storia, cultura e paesaggio.

Prima di partire per il Jordan Trail ti consigliamo di informarti bene sulla destinazione e di preparare in anticipo i tuoi spostamenti, organizzandoli per quanto possibile ed avvisando anche le persone di fiducia dei tuoi movimenti.

Non è infatti detto che in caso di necessità ci sia un villaggio ad una distanza utile ed in alcuni tratti è necessario che tu sia autonomo in termini di acqua e cibo, dato che non ci sono fonti di approvvigionamento.

Per evitare di avere sorprese e comunque per avere un supporto che conosce il territorio e sa come muoversi, noi preferiamo appoggiarci ad una guida locale. Questo ci permette non solo di essere più tranquilli, ma anche di approfondire la conoscenza del territorio attraverso i racconti di chi lo vive quotidianamente e può essere un ponte di collegamento culturale anche con pastori e beduini che si incontrano strada facendo.

Inoltre, il supporto di una guida, ci permette di non perderci. Una delle difficoltà maggiori di questo percorso è data infatti dall’orientamento. Viaggiando da solo potresti spesso trovarti davanti a bivi in cui non saprai con certezza quale sia la strada giusta. Il Jordan Trail infatti non è ancora stato interamente segnalato (benché sia tracciato dall’inizio alla fine): non sempre il GPS è una risposta ed anche considerata la scarsa copertura telefonica della zona, noi tendiamo a consigliare di affidarsi a guide esperte per essere prudenti per evitare situazioni anche pericolose.

Insomma, si tratta di un percorso poco adatto a chi è agli inizi: le difficoltà oggettive si sommano a quelle tecniche di un itinerario e i dislivelli sono importanti e sui tratti su fondo sabbioso sono anche più impegnativi. Ma se ti hanno incuriosito queste righe e non vedi l’ora di vivere questo percorso in prima persona, puoi leggere subito il nostro articolo nel quale diamo qualche consiglio per iniziare a fare trekking!

Le tappe del Jordan Trail

Come ti ho anticipato, il Jordan Trail può essere percorso in 8 tappe:

  • Da Um Qais a Ajloun (80 km)

In questi primi 80 chilometri, da percorrere in circa 4 giorni, scoprirai la parte più verdeggiante della Giordania. Ti aspettano siti archeologici di epoca preistorica e romana, ma anche meraviglie della natura tra grotte e secolari uliveti che sembrano accoglierti e quasi inchinarsi al tuo passaggio.

  • Da Ajloun a Salt (62.4 km)

Anche questo percorso, nonostante sia più corto, ti consigliamo di dividerlo in 4 tappe. Sono presenti diversi saliscendi: partendo dall’alto con una visione a 360 gradi sulla distesa d’acqua sottostante scendi fino alla diga sul fiume Giordano. Da qui risali sul crinale collinare e prosegui attraverso il villaggio cristiano-musulmano di Rmemeen fino a raggiungere la cittadina di Salt.

  • Da Salt a Wadi Zarqa Main (84.4 km)

Da questa tappa il paesaggio inizia a cambiare, diventando sempre un po’ più arido mentre attraversi l’altopiano che si affaccia sul Mar Morto. Proseguendo si sale fino ad un crinale, per poi scendere attraverso imponenti pareti di basalto scavate dal corso d’acqua Wadi Zarqa Ma’in fino alla voragine Wadi Wala.

  • Da Three Wadis a Karak (75 km)

Da Wadi Wala sali per un tratto sopra un altopiano che ti regalerà scorci incantevoli sulla valle sottostante, prima di condurti verso il Grand Canyon della Giordania. Proseguendo nel percorso potrai ammirare un paesaggio ricco di sfumature rossastre, interrotto qui e là dalle tende beduine che rendono meno arido il colpo d’occhio, fino a raggiungere il villaggio di Karak.

  • Da Karak a Dana (84.5 km)

Da Karak il percorso comincia una lenta, ma tortuosa, discesa fino al villaggio di Khirbet Ainun. Da qui ti aspetta uno scenografico sentiero in pianura tra frutteti e ulivi, una vegetazione che pensavi di aver ormai dimenticato. La salita però è dietro l’angolo e ti porterà a scollinare per poi proseguire in un percorso ondulato tra antiche rovine e accampamenti beduini, fino ad entrare nella riserva naturale di Dana e a raggiungere la città dove potrai trovare i servizi e le comodità che non hai avuto a disposizione nei giorni precedenti.

  • Da Dana a Petra (72.6 km)

Questo è il percorso che attira di più l’attenzione, dato che sarà proprio quello che affronteremo durante il nostro viaggio in marzo. Si tratta di una delle cose consigliate da fare e vedere a Petra ed è stato di recente nominato da National Geographic tra le quindici migliori escursioni al mondo. Qui potrai vivere tutta la maestosità del paesaggio giordano, in un alternarsi quasi ipnotico di alte montagne e solitarie vallate, attraverso una riserva naturale unica al mondo, fino a raggiungere Petra che vedrai aprirsi davanti a te in tutta la sua struggente bellezza, al termine dell’ultima tappa.

  • Da Petra to Rum (90.6 km)

La Giordania però non si ferma a Petra, anzi… Prosegui in questo trekking e potrai ammirare il deserto giordano in tutta la sua meraviglia. Grazie ai suoi altipiani potrai passare intere notti ad ammirare cieli stellati mai visti prima. Chiudi gli occhi e semplicemente assapora il momento…

  • Da Rum al Mar Rosso (113.2 km)

Ecco l’ultimo tratto del Jordan Trail, non un semplice trekking ma un vero e proprio modo di vivere la Giordania, che forse nemmeno tu ti aspettavi. In questi ultimi chilometri che digradano verso il Golfo di Aqaba ti immergerai nelle atmosfere mediorientali di Lawrence d’Arabia che ha descritto questa zona come il ‘Rum magnifico, vasto, echeggiante e divino!’.

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